Alcune figure israeliane obiettano l'annessione dicendo che non servirà Israele

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Le controversie stanno crescendo all'interno del regime israeliano il gabinetto del quale è sull'orlo dell'annessione unilaterale di territori nella Cisgiordania occupata, compresa la valle del Giordano. Altri funzionari israeliani ed ex ministri hanno avvertito che l'annessione non servirà Israele. L'ex ministro degli Esteri Tzipi Livni ha avvertito che Israele sta per prendere una delle decisioni più fatidiche della sua storia moderna, una decisione che avrà un profondo impatto sul suo futuro dello stato ebraico.

Ma allo stesso tempo un gruppo di generali militari israeliani ha scritto una lettera al presidente degli Stati Uniti Donald Trump per esortarlo a sostenere il piano di annessione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per applicare la sovranità su parti della Cisgiordania. Ciò avviene mentre 1.000 legislatori di 25 paesi europei hanno firmato una dichiarazione contro qualsiasi annessione unilaterale israeliana del territorio della Cisgiordania. I legislatori hanno espresso il proprio sostegno alla posizione del capo della politica estera dell'Unione europea Josep Borrell secondo cui l'annessione "non può passare incontrastata".

Giorni fa, i media israeliani hanno rivelato che Netanyahu sta pianificando di annettere gradualmente parti della Cisgiordania, della Valle del Giordano e degli insediamenti, concentrandosi sull'annessione degli insediamenti nella prima fase, in cui tali insediamenti sono profondi nelle aree al di fuori dei grandi blocchi di insediamenti.

Gli osservatori affermano che gli israeliani che obiettano all'annessione desiderano la soluzione a due stati non affatto per il bene dei palestinesi, ma perché serve l'interesse di Israele. Vogliono rispondere solo alle aspirazioni nazionali del popolo ebraico.

 

Mona Kandil
Press TV, Ramallah

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